Il governo Berlusconi presenta la Social card “la carta acquisti” e non solo


 

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La social card è arrivanta e potra’ essere spesa a dicembre. Il ministero dell’economia ha gia’ inviato 300.000 lettere ai cittadini (italiani) che, in base alle informazioni reddituali in possesso dell’amministrazione, ne hanno diritto. Nel giro di pochi giorni saranno inviate 800.000 lettere anche se i beneficiari potranno essere anche di piu’ e, secondo il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, arrivare anche a 1,3 milioni.

QUANTO VALE:

La carta acquisti vale 40 euro al mese. Per le domande fatte prima del 31 dicembre, la Carta sarà caricata dal ministero dell’Economia con 120 euro, relativi ai mesi di ottobre novenbre e dicembre 2008. Successivamente nel corso del 2009, la carta sarà caricata ogni due mesi con 80 euro sulla base degli stanziamenti via via disponibili.

UTILIZZO:

La Carta potrà essere utilizzata per effettuare i propri acquisti in tutti i negozi alimentari abilitati (riconosciuti in base alle categorie merceologiche). Con la carta, poi, si potranno anche avere sconti nei negozi convenzionati che sostengono il programma Carta Acquisti. Si potrà accedere direttamente alla tariffa elettrica agevolata e si potranno ottenere via via altri benefici e agevolazioni che sono in corso di studio.

CHI PUÒ CHIEDERLA:

Gli interessati saranno complessivamente 1,3 mln. In particolare, anziani e famiglie numerose e con basso reddito cittadini e residenti in Italia. Potranno beneficiare della carta gli anziani con un età compresa tra i 65 e i 69 anni e trattamenti pensionistici fino a 6.000 euro l’anno. Oppure quelli con un’età pari o superiore a 70 anni e trattamenti pensionistici fino a 8.000 euro l’anno. Ma anche i pensionati con redditi tali da non comportare il pagamento di alcuna imposta. Gli anziani e le famiglie numerosi, potranno avere la card, poi, se titolari di una sola utenza elettrica o del gas o possessori di un solo autoveicolo. Infine coloro che hanno meno 15.000 euro di risparmi in banca.

COME FARE PER OTTENERLA:

Per ottenere la carta bisognerà recarsi, a partire da dicembre, in un ufficio postale abilitato. Si tratta di circa 9.000 uffici in Italia. Il modulo di richiesta  che deve essere compilato in tutte le sue parti può essere scaricato in questa pagina qui sotto . Nella generalità dei casi verrà consegnata subito una carta acquisti. Se la carta non venisse consegnata subito, il cittadino potrà scegliere se passare a ritirarla successivamente nello stesso ufficio o se farsela recapitare a casa. La carta sarà utilizzabile già dal secondo giorno lavorativo successivo alla consegna.

Ma siamo sicuri che quei 450 milioni l’anno finiranno nelle mani "giuste"? Forse – anzi, magari! – sarò smentito da qualcuno più informato e più competente di me, ma leggendo con attenzione le tipologie in cui bisogna rientrare per avere diritto alla «social card», qualche dubbio m’è venuto.

Per esempio, una famiglia con due figli, di cui uno sotto i 3 anni, una casa di proprietà, due auto e 15 mila euro di risparmi in banca (!) potrà avere la «social card» solo nel caso in cui l’indicatore Isee non superi i 6 mila euro, il che significa che all’incirca la somma dei redditi dei suoi componenti non dovrebbe superare di molto i 15 mila euro l’anno.

Ma come si fanno a mantenere due adulti e due bambini, di cui uno sotto i 3 anni, una casa di proprietà su cui magari c’è da pagare un mutuo, persino due auto, con 15 mila euro? Si dirà che proprio per questo hanno bisogno di aiuto.

Ma mi chiedo: fino ad oggi, come sono sopravvissuti, riuscendo persino a mantenere due auto e ad accumulare in banca un gruzzolo di 15 mila euro? Con quali soldi sono state acquistate la casa e le due auto?Potrebbe benissimo essere il caso di una famiglia in cui uno dei due adulti è stato da poco licenziato, e quindi fino a qualche mese prima poteva permettersi quel tenore di vita (casa, figli, macchine, conto in banca).

Ma in questo caso non basterebbe certo una «social card», ci vorrebbe un sussidio di disoccupazione. Il sospetto però è che dietro la maggior parte di queste situazioni si nasconda un evasore fiscale o un lavoratore in nero.

Senza voler criminalizzare chi nel bisogno accetta di lavorare in nero, o si trova costretto ad evadere il fisco, non sarebbe stato meglio detassare, facendo per lo meno emergere, queste attività?

Hanno diritto alla «social card» anche gli anziani tra i 65-69 anni con redditi o pensione fino a 6 mila euro l’anno. Anche qui mi chiedo: quanti di essi, non essendo immaginabile che tutti riescano a vivere con meno di 500 euro al mese e ipotizzando che molti a quell’età sono in ottima salute, svolgono un lavoro in nero? Non sarebbe stato meglio detassare, ma far emergere, queste attività?Insomma, la mia preoccupazione è che alla maggior parte di quel milione e trecentomila, il governo avrebbe dovuto mandare un accertamento fiscale, non una carta di credito.Qualcuno mi illumini, se riesce: le mie vi sembrano preoccupazioni fondate, o farneticazioni?

Quindi l’anziano ultra 65enne – o il suo tutore delegato – deve utilizzare il modulo “AA01/08 Beneficiario con 65 anni o più”, reperibile online qui sotto da scaricare, oppure presso gli uffici postali. Per la compilazione della domanda il richiedente potrà chiedere assistenza alle Poste o all’istituto previdenziale.

La richiesta, insieme all’eventuale modulo di delega, a una fotocopia del documento d’identità, nonché all’attestazione Isee rilasciata dal comune di residenza, dall’Inps o da un Caf, devono essere presentati presso un ufficio postale.

Il genitore/affidatario deve utilizzare il modulo “B001/08 Beneficiario minore di tre anni”, sempre disponibile online o presso le Poste. In presenza di più beneficiari – cioè più bimbi con meno di tre anni – il richiedente può scegliere di mettere più importi sulla stessa carta, compilando il punto 49 del quadro 6 del modulo.

All’ufficio postale andranno presentati, insieme al modulo, una fotocopia del documento d’identità, l’attestazione Isee (rilasciata dal comune di residenza, dall’Inps o da un Caf) ancora in corso di validità.

Clicca qui per scaricare modello Carta Acquisti

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Il governo vuole fronteggiare con energia questa delicata fase di congiuntura economica soprattutto puntando ad alleviare i disagi per le classi meno abbienti, senza dimenticare, però, il necessario sostegno alle imprese senza il cui contributo non sarebbe possibile un effettivo ritorno alla normalità.
Quindi l’una-tantum prevista tra le misure anti-crisi, andrebbe da un minimo di 200 euro ad un massimo di 1.000 euro.

Il tetto di reddito salirebbe a 22.000 euro (rispetto ai 20.000 delle simulazioni iniziali).
Secondo le ipotesi tecniche, un pensionato solo, per esempio, prenderà un contributo di 200 euro se ha un reddito annuo fino a 15.000 euro.

Per le famiglie gli scaglioni di reddito sarebbero tre: 17.000, 20.000, 22.000. Il contributo varierà anche a seconda del numero dei figli.

Al massimo l’una tantum per le famiglie dovrebbe variare da un minimo di 300 euro ad un massimo di 1.000 euro. Secondo fonti tecniche al lavoro sul dossier, il costo di questa misura dovrebbe aggirarsi intorno ai 2,3 miliardi di euro.
Da gennaio scatteranno poi gli sconti sui farmaci equivalenti, come ad esempio l’Aulin, che oggi coprono il 25-30% del mercato.

Secondo una bozza del decreto legge anticrisi, si legge che in attesa che l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ridetermini entro il 31 marzo 2009 i prezzi dei medicinali equivalenti, “il prezzo al pubblico è ridotto del 7% dal trentesimo giorno successivo a quello della data di entrata in vigore del decreto”.

Viene abbassato, inoltre, il tetto per la spesa per l’assistenza farmaceutica territoriale.
Con il piano anticrisi il governo avvierà controlli “robusti” per individuare eventuali anomalie nell’offerta di credito alle imprese, attivando poi misure di “dissuasione morale”. Lo ha affermato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, intervenendo all’assemblea nazionale della Cna.

“Si apre con il sistema creditizio – ha aggiunto il ministro – un rapporto di scambio che ci permette non di nominare gli amministratori, ma di entrare nel merito del credito quando ci saranno delle violazioni”. Qui sotto il modello da scaricare.

Bonus per i precari, pari al 5% del reddito percepito l’anno precedente, e indirizzato a coloro che  abbiano versato i contributi per almeno 3 mesi, e svolgano attivita’ in settori dichiarati in crisi. "In via sperimentale per il triennio 2009-2011, nei limiti delle risorse di cui al comma 1 – si legge nella bozza – è riconosciuta una somma liquidata in un’unica soluzione pari al  5 per cento del reddito percepito l’anno precedente e comunque non superiore alla differenza tra il reddito percepito l’anno  precedente e il minimale di reddito (di cui all’articolo 1 della legge 233 del 1990) ai collaboratori coordinati e continuativi, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’Inps".

Ammortizzatori, Il Fondo di disoccupazione avra’ a disposizione un miliardoe 26 milioni di euro. In piu’ arriva un fondo di sostegno per i co.co.co (collaboratori coordinati e continuativi), che configura una sorta di indennità di disoccupazione in via sperimentale per il triennio 2009-2011.

DETASSAZIONE STRAORDINARI. Niente sgravi fiscali sugli straordinari, ma aumento della soglia per la detassazione dei premi e del salario di produttività da 30 mila a 35 mila euro. Raddoppia poi la parte di reddito sulla quale si applicano gli sconti, passando dagli attuali 3mila a quota 6mila.

BOLLETTE. Dal prossimo primo gennaio le famiglie economicamente svantaggiate, che godono delle tariffe agevolate per la fornitura di energia elettrica avranno anche diritto alla compensazione della spesa per la fornitura di gas naturale. La compensazione della spesa differenziata per aree climatiche ed in base al numero dei componenti della famiglia determinerà "una riduzione della spesa al netto delle imposte dell’utente tipo indicativamente del 15%".

Parte la macchina del bonus sociale sull’energia. Gli sconti sulle bollette elettriche previsti dalla Finanziaria 2006 per le famiglie disagiate potranno essere richiesti con i modelli pubblicati dall’Anci e dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Si stima che i potenziali beneficiari siano cinque milioni, compresi gli stranieri residenti. Il bonus sociale è cumulabile con le altre agevolazioni previste dal Governo per i cittadini in difficoltà economiche.Le richieste per il bonus dovranno essere presentate al proprio Comune di residenza. Il sistema entrerà a regime gradualmente e sarà pienamente operativo da gennaio 2009, ma il godimento del bonus può essere retroattivo anche per tutto il 2008. In questo caso, le richieste ai Comuni dovranno essere presentate entro il 31 marzo 2009. I Comuni potranno chiedere chiarimenti all’Anci e accedere alle procedure informatiche per immettere i dati raccolti e trasmetterli ai distributori di energia elettrica, che erogheranno il bonus direttamente in bolletta. Tutte le richieste dovranno essere trasmesse dai Comuni telematicamente.

I municipi devono perciò attivare il collegamento con la piattaforma informatica "Sgate".
Il nuovo regime di protezione sociale garantira’ un risparmio del 20% circa sulle bollette dell’energia elettrica ai clienti domestici in disagio economico, ovvero alle famiglie residenti nel Comune che hanno un Isee (indicatore di situazione economica equivalente) di valore inferiore o uguale a 7.500 euro.

Il valore del ‘bonus’ sara’ differenziato in base alla consistenza del nucleo familiare (per il 2008 sarà di 60 euro/anno per un nucleo familiare di 1-2 persone, 78 euro/anno per 3-4 persone, 135 euro/anno per un numero di persone superiore a 4). A beneficiare dell’agevolazione saranno anche le famiglie presso cui vive una persona costretta a usare apparecchiature elettromedicali per restare in vita. In questo caso lo sconto in bolletta è di 150 euro all’anno. I due bonus, per disagio economico e fisico, sono cumulabili.

Per chiedere il bonus per il disagio economico, bisogna presentare al Comune:
-   scarica qui sotto il modello per la richiesta del bonus relativo al disagio economico (modello A)
– fotocopia dell’attestazione del valore Isee del proprio nucleo familiare (da richiedere al Comune, all’Inps o nei Caf)
– fotocopia del documento di identita’

Per chiedere il bonus per il disagio fisico, bisogna presentare al Comune:
scarica qui sotto il modello per la relativa richiesta al disagio fisico (modello B)
– la certificazione Asl o il modulo di autocertificazione della necessita’ di utilizzo di apparecchiature salvavita
– fotocopia del documento di identita’.


Qui sotto cliccate per scaricare  i  Modelli.


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