A Longobucco si manifesta con pale e picconi per la difesa dell’ambiente e del lavoro forestale
giovedì 15 ottobre 2009 Lascia un commento
Armati di pale e picconi centinaia di disoccupati, donne, lavoratori e semplici cittadini, hanno partecipato alla manifestazione indetta dalle locali organizzazioni sindacali Cgil e Cisl per porre all’attenzione dei governi nazionali e regionali “l’abbandono dei comuni montani e la necessità di un forte investimento ambientale che crei nuova occupazione nel settore forestale”.
Al grido di “Lavoro, Lavoro” e “Vogliamo una nuova Forestazione in Calabria” si sono ritrovati in tanti In Piazza Matteotti da dove è partito il corteo che ha raggiunto i luoghi della frana che nel settembre scorso ha procurato il crollo parziale della statale 177.
Gli organizzatori Antonio Baratta per la Cgil e Cesare Sapia per la Cisl hanno simbolicamente insieme ai manifestanti dimostrato come “fare opera di consolidamento idrogeologico del territorio, al fine di chiarire le cause del perché il territorio frana”. Alla manifestazione hanno aderito e partecipano il sindaco Luigi Stasi, vari membri l’amministrazione e il consiglio comunale, il segretario del Pd Mario La Pietra, il commissario del locale circolo Udeur Carmine Forciniti, il consigliere regionale Udeur Giulio Serra, Pietro Iacoi per il Pdl, i capigruppo consiliari di maggioranza e opposizione Pietro Simari e Eugenio Celestino, rappresentanti di Rifondazione Comunista, Udc, insieme a Legambiente e associazione SilaTrekking.
“Gli eventi calamitosi degli ultimi anni sono la spia di un malessere del territorio che è stato messo a soqquadro dall’intervento incontrollato degli uomini e dall’abbandono da qualsiasi opera di risanamento e consolidamento ambientale”. Questa la denuncia dei sindacalisti Baratta e Sapia che hanno denunciato come “I tagli indiscriminati del bosco, gli incendi, lo sventramento delle montagne sono le principali cause del depauperamento del territorio al quale bisogna fare argine se non vogliamo che interi comuni come Longobucco scompaiano dalla geografia della nostra regione. Bisogna tornare agli anni passati quando gli interventi dei lavoratori forestali sono stati fondamentali al mantenimento e consolidamento idrogeologico del territorio stesso.
Bisogna ripensare un nuovo piano di riforestazione questa la richiesta di Cgil e Cisl- che riporti gli uomini sulle montagne e consenta alle popolazioni che vi risiedono e a quelle a valle di vivere riparate da ogni evento calamitoso. E’ urgente che in Calabria e non solo, venga promossa una politica di prevenzione che passi attraverso interventi continui di manutenzione del territorio e dell’ambiente, al fine anche di evitare la perdita di vite umane e i pesanti costi del ripristino”.